L’Iran guida la danza nucleare
Zarif è il ministro degli Esteri iraniano che ha fatto innamorare l’occidente con i suoi tweet e le sue parole dialoganti, e ancora ieri pomeriggio garantiva, in un’intervista al Monde, che l’occidente non è un interlocutore del tutto affidabile, ma sul nucleare iraniano un accordo si farà, possiamo starne certi, magari entro la settimana.
7 AGO 20

Zarif è il ministro degli Esteri iraniano che ha fatto innamorare l’occidente con i suoi tweet e le sue parole dialoganti, e ancora ieri pomeriggio garantiva, in un’intervista al Monde, che l’occidente non è un interlocutore del tutto affidabile, ma sul nucleare iraniano un accordo si farà, possiamo starne certi, magari entro la settimana. Oggi si riaprono i negoziati a Ginevra, e nemmeno le parole dure della Guida suprema Khamenei sulla nostra parte del tavolo sono riuscite a ridimensionare le attese. Anzi, con la smania di dialogo iniziata con l’arrivo alla presidenza dell’Iran di Rohani, si sono quasi invertite le parti: non è Teheran che ha bisogno di uscire dall’isolamento per evitare un’implosione economica che metterebbe a repentaglio il regime, ma è l’occidente che ha bisogno di portare a casa una promessa di pace da parte degli iraniani. L’adorato Zarif lo dice: “L’Iran può vivere senza occidente, è l’occidente che sta perdendo la sua grandeur”. E’ propaganda, s’intende, ma si è portati a caderci dentro, quando da un lato c’è Zarif che pontifica e dall’altra c’è una foto del premier israeliano Netanyahu con il segretario di stato Kerry impietrito. I due si sono incontrati ieri, Kerry è nel mezzo di un viaggio-fiume in per rassicurare gli alleati trascurati dall’America, in particolare era di fronte a colui che, secondo il libro “Double down”, Obama avrebbe definito “a pain in the ass”. Netanyahu chiedeva di non fidarsi troppo dell’Iran, Kerry faceva i suoi calcoli, e Bibi s’è messo a fare i suoi: ha annunciato sollevato che il suo ex ministro degli Esteri, il falchissimo Lieberman, è stato assolto dalla magistratura: può tornare finalmente al governo.